La potenza del gesto.
I gesti sono la parte concreta dei nostri pensieri e sentimenti, quelli che volontariamente vogliamo manifestare e spesso anche che non vorremmo manifestare.
Ho sempre creduto più ai gesti che alle parole e forse per questo mi sono sentita dire che sono un po’ ‘grezza’(e sarà pure vero). Per me il gesto è tangibile e dice più di molte parole e piu il gesto è ripetitivo piu è potente.
I gesti per me hanno grande potere e determinano le persone e i popoli.
La storia in fondo è fatta di gesta, di battaglie, di fughe, si conquiste, non contano i morti né cosa dicevano i grandi personaggi della storia ma solo cosa facevano. Certo poi volendo approfondire si dovrebbe andare a vedere cosa dicevano e cosa pensavano, per capire se erano pazzi.
Mi viene in mente un confronto nei gesti tra la religione dell’islam e quella cristiana..
I musulmani devono compiere le abluzioni e pregare cinque volte al giorno (all'alba, a mezzogiorno, nel pomeriggio, al tramonto e la sera), volgendosi, ovunque si trovino, in direzione della Mecca, prosternadosi davanti ad Allah e a Maometto. Questi gesti così manifesti e contemporanei a milioni di persone creano un’energia potente, una forza e un senso di appartenenza e unità in questa comunità religiosa. Attraverso la preghiera ripetitiva, infinita, il gesto diventa rituale attraverso cui il popolo di fede musulmana si autodetermina di fronte al resto del mondo e testimonia la sua fede a Dio.
La Chiesa Cristiana a me sembra che sia stata molto brava ad allontanarli i fedeli, almeno nelle ultime generazioni. Ai tempi di mia nonna i Cristiani, si facevano il segno della croce piu volte al giorno e pregavano: prima di ogni pasto le famiglie si riunivano e ringraziavano il Signore, davanti ad ogni simbolo sacro di Santo o di Madonna si soffermavano con un pensiero e facendosi in pubblico il segno della croce e anche davanti ai cimiteri. La domenica gli adulti portavano i bambini con il vestito della festa nel luogo di raccogliemento e comunione con Dio. Erano gesti quotidiani, ripetitivi, e giusti o sbagliati manifestavano l’unione della gente nella passione per la fede e determinavano una identità culturale e religiosa. Nel nostro mondo occidentale-cristiano io vedo come rituale che accomuna milioni di persone quello di mettere la mano in tasca, prendere il portafogli e cacciare la carta di credito al commesso per una bella strisciata sul conto corrente.
Concludo dicendo che io trovo affascinanti i gesti ed il loro significato, e mi piacerebbe studiarli perché ogni gesto racchiude una simbologia, a volte antica e archetipale. Sarà per questo che amo la danza in ogni sua forma e ultimamente molto quella medio-orientale (la belly dance per intenderci), piena di gesti che affermano l’importanza della essenza di donna, del sua essere di genere femmine e per questo racchiudere naturalmente una moltitudine di valori immensi legati alla fertilità, alla maternità, al contatto con la terra. Si dice che in alcune antichissime società matriarcali le donne conservavano il potere di comunicare con il divino e di trasmettere questa esperienza alla comunità. La ballerina, attraverso i suoi gesti, interagisce e racconta l’altrove, quel luogo dove non è concesso di entrare ai comuni mortali. La ballerina con i gesti può essere spirituale, seducente, sensuale, carnale, vezzosa, irosa, senza bisogno di parole.
La parola è un’abilità che serve a dettagliare ma conta l’essenza.
Rabab
Cosa sono le nuvole





Solo un poeta pensa all’amore
come ad una nuvola.
Modugno e Pasolini e Totò insieme.
Una volta l’Italia era molto bella.
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Monsieur mon Amour.
Stamattina c’era già la luce chiara del sole a scaldare timidamente i contorni delle cose; sono uscita di casa e mi sono messa in viaggio pigramente verso il lavoro; una cosa positiva dei viaggi in macchina è ascoltare la musica e intanto guardare passare la città, la campagna, la montagna, il mare; a volte guido più piano per ascoltare e guardare di più, ancora di più.
Stamattina per due ore non ho fatto che ascoltare canzoni romantiche…”baby i love you, you know i need you, i gotta have you, can't be without you, ..”, mi sentivo strana, mi sentivo innamorata, non so di chi, non so di cosa, ma è come se il mio pensiero fosse rivolto a un grande amore e mi sentivo tranquilla come quando hai qualcuno di bello a cui pensare; quest’amore sembravano tutti i miei amori passati insieme, la parte migliore di ognuno, e sembrava il mio unico amore del prossimo futuro.
In realtà stamattina ho aperto gli occhi sotto le coperte e mi sentivo come scesa da una soffice nuvola, a volte i miei sogni sono proprio bizzarri; io vivo spesso la mia giornata influenzata dalle sensazioni del sogno, nella mia realtà tutto si mischia. Questo sogno era bellissimo e certo non posso raccontare, era la realizzazione inaspettata di un desiderio, una magia che sembrava realtà, tanto mi capita spesso che ciò che credo realtà poi si dissolva, come in una magia, in polvere.
Questo senso di innamoramento mi ha pervaso per tutto il giorno, guardavo il mio collega con occhi dolci, messaggiavo ammiccante col mio amico, ho fatto anche ridere le mie amiche con ‘sta storia, che ormai pensano che non sono una persona troppo a posto.
Bello sentirsi innamorati, tutti i problemi sembrano inezie. Alla fine sentirsi innamorati è una reazione agli stimoli della persona che ci piace, però è già tutto dentro di noi quell'amore, abbiamo solo bisogno di un pretesto, di una vittima su cui riversarlo; forse prima o poi inventeranno anche l’innamoramento artificiale, che fa essere positivi; magari una proteina o un enzima capace di produrre le stesse sensazioni delle coccole o del sorriso dell’innamorato o dei baci dolci e appassionati; credo che la scienza dovrebbe investire su queste cose visto come vanno le relazioni tra uomini e donne, almeno non ci sarebbe tanta gente incazzata in giro.
Rabab