anima...
Ricordo quei sabati pomeriggio in cui, Madre, ti chiudevi nella stanza del letto
al buio, e la coperta avvolgeva il tuo morbido corpo fino al capo a creare quel calore che non sentivi fuori; le gambe e il busto leggermente rannicchiati e una mano era sempre appoggiata al mento, come a sostenere i pensieri e nascondere e trattenere la voce; sulle guance scendevano dei cannelli umidi e caldi ma non
sentivo i singulti.
Madre, quando uscivi dalla stanza buia i tuoi occhi erano gonfi ed era fatica tornare nella tua casa e io non avevo il coraggio
di chiederti il perchè, ma sentivo una morsa alla gola e mi sentivo in colpa.
Madre ancora oggi sento la colpa per la tua infelicità, ed è ancora maggiore perchè
io stessa non sono felice e a volte ho desiderio di rannicchiarmi nel mio letto con la mano sotto al mento e sento piccole fitte friggere nello stomaco.
Madre, guardo nei tuoi occhi e vedo come in uno specchio le nostre anime.
rabab