Subtropical
In un paese subtropicale, c’erano piante lussureggianti e strade polverose e odori intensi di spezie e incensi e di tante donne e bambini, e dalle capanne usciva il vapore delle cucine e per le vie era un continuo brulicare di carretti e bestie e persone scalze che si dirigevano in qualche luogo; attraversato il villaggio avevo raggiunto la spiaggia e c’erano barche cariche di bambini e donne che dovevano raggiungere la riva; entrata nel mare, avevo sollevato verso il cielo un piccolo ragazzino coraggioso che la giovane madre mi aveva affidato tra le onde grosse; e io avevo paura di non riuscire a svolgere quel compito banale che valeva una vita.
In un paese subtropicale una ragazzina stava seduta su una sedia e a sedici anni era già donna ed era scappata dalla famiglia perché aveva desiderio di andare con gli uomini ed il padre e la madre non le permettevano di stare fuori la notte ed io mi sentivo bambina.
Nel paese subtropicale gli uomini al mattino presto pescavano e poi stavano sulla spiaggia a fumare e giocare sotto le tende; la sera al tramonto tornavano alle baracche e le donne, minute, dalla lunga treccia nera, organizzavano feste e danzavano con ritmi frenetici e sensuali vestite di stoffe tinte di rosso, arancio, oro e rubino e si ornavano di bracciali e collane e orecchini pesanti e io mi arrampicavo per ammirarle e rubarne i segreti.
Nel paese subtropicale c’erano uomini anziani li sulla spiaggia che desideravano la mia carne ed io ero fuggita; camminando sulla sabbia avevo visto delle ragazze bianche giovani e belle in vacanza in barca si erano dovute fermare per un guasto e facevano la doccia tutte insieme sotto il getto potente di un tubo spezzato, mentre i soccorritori erano arrivati su un motoscafo e stavano a guardarle senza fare nulla.
In quel paese subtropicale avevo vagato cercando una bella cattedrale, mi ero smarrita ma il mio desiderio era incontrare l’amore. E un’ amica in tutto questo vagare mi aveva seguita ma lei si stancava presto e doveva riposare.
VIVIR LO NUESTRO

Nelle notti di mezza estate vorrei danzare sulla sabbia fredda, al chiaro delle stelle e sentire la musica del mare e le onde di seta e di lino infrangersi sulla pelle e l'aria ha il sapore dell'avventura e nelle ore frizzanti, all'alba, fare l'amore.
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Piccoli atti di creazione
Ogni atto di creazione è in qualche modo doloroso e richiede sacrificio;
parlo di creazione nel senso piu ampio, dalla gestazione di una madre che deve fare nascere un figlio a un pittore che deve dipingere su una tela il suo mondo interiore.
E questa creazione attraversa varie fasi e tra queste varie fasi si innestano delle crisi che prevedono il dolore della creazione. E’ un dolore forte che sconquassa tutta la persona e la stravolge, un dolore profondo nelle viscere che nasce dall’essenza dell’essere, nasce dalla paura di non essere all’altezza della creazione, nasce dalla consapevolezza che la creazione è una grande possibilità di bellezza, di partecipazione e di affermazione e che poi la nostra creazione avrà vita propria, e sarà qualcosa che sempre genera un cambiamento per se stessi e per gli altri.
E questo dolore della creazione è quello che smuove le viscere e consente alla creazione di venire alla luce, come in un terremoto quando l’energia della terra spacca le zolle e crea terrore e distruzione per poi trovare un nuovo assestamento, e tutto poi sarà mutato.
Ciao!
Rabab