una bella serata 12-10-2007
a passare una serata in una sala d'attesa del reparto di neonatologia, stasera ho appurato alcune cose che ho sempre sentito dagli altri e mai verificato di persona;
intanto ho visto un padre che eccitatissimo è uscito dalla sala parto e abbracciando i suoi suoceri o genitori ripeteva "è bellissima..è bellissima" e io credevo fosse una bella bambina e poi invece ha aggiunto.."la creatura, è bellissima, è un maschio!" e cosi ho capito che era uno un po' strano, almeno in quel momento lo era, perchè in certe occasioni bisogna essere chiari e non confondere le idee..poi ha cominciato a telefonare a tutta la rubrica del suo cellulare camminando frenetico in varie direzioni sul piazzale davanti l'ingresso e continuava a ripetere "è bellissima" secondo me voleva una femmina..comunque sembrava felice, in preda a una forte eccitazione.
poi è arrivata una donna con le contrazioni accompagnata dal suo uomo alquanto preoccupato
e ho visto cosa succede quando dicono " ha rotto le acque" che io non avevo una idea precisa di cosa
volesse dire, invece a questa donna, che mi ha fatto tenerezza pensando a quello che l'aspettava,
si vedeva proprio che le aveva rotte, perche la sua salopette jeans ed era tutta bagnata davanti e dietro
come se si fosse fatta la pipì addosso e ho pensato che non doveva essere una gradevole sensazione. Più tardi l'ho sentita gridare dalla sala travaglio...
insomma, ti trovi li per un motivo in quel posto ed in poco tempo sei attraversata da tante emozioni,
le emozioni degli altri a cui in qualche modo sei portata a partecipare, perchè una nuova vita è una gioia per tutti o la sofferenza di una donna che deve partorire è qualcosa che sei portata a comprendere,
o lo stupore e incertezza dei compagni un po' timorosi e un po impacciati è qualcosa che un po ti infastidisce e un po ti fa capire che la donna ha un ruolo di maggiore forza e responsabilità nel processo di generazione della vita.
poi ho immaginato se mai un giorno dovessi entrare io in quella sala parto, se sarei felice di farlo
e la risposta che mi sono data è si, sarei felice e vorrei farlo, ma se finora non è stato previsto può darsi che non la oltrepasserò io quella porta, forse non sono abbastanza forte io.
dopo tre ore di attesa, è apparso mio fratello, tranquillo e sorridente, sono stata la prima ad abbracciarlo,
era felice, si vedeva ; ci ha portato nella stanzetta dove c'era mia cognata anche lei tranquilla
serena e con un volto radioso di felicità e nemmeno stravolta, ed il piccolino era lì nel letto con lei,
all'inizio lo guardi e cerchi di riconoscerlo, vedi gli occhi scuri e spalancati,le manine grandi agitarsi con le dita lunghe e le unghie rosse di sangue, ha una faccia simpatica e allegra,
ti sembra che sorrida, guarda la madre, e sembra contento di essere arrivato in famiglia.
dopo ha cercato la madre con la bocca, ha incollato le labbra al capezzolo, la guancia a contatto coi seni e
in quel momento ho visto chiaramente che lui si sentiva nel miglior posto del mondo.
una bella serata.
bonne nuite
...
Connie tornò a casa lentamente, misurando la profondità dell'altra cosa viva dentro lei. Un altro io viveva in lei, dissolto, bruciante e dolce nel suo corpo e nelle viscere, e quel nuovo io ella lo adorava. Lo adorava fino a sentirsi sciogliere le ginocchia nel camminare. Nel suo corpo e nelle sue viscere era contenta e viva, ora, vulnerabile e senza difesa nella sua adorazione per lui, come la più ingenua delle donne. "E' un bambino " si diceva. "E' come se ci fosse un bambino in me." Ed era vero; era come se il suo ventre fosse sempre stato chiuso, e si fosse aperto e riempito di nuova vita, quasi un peso, eppure adorabile.
"Se avessi un bambino!" pensava."Se lo sentissi dentro di me informa di bambino!" E le sue membra si discioglievano a questo pensiero; comprendeva l'immensa differenza che c'era fra avere un bambino per sè sola e averlo da un uomo verso il quale era attratta fin nelle sue viscere. La prima cosa, in un certo senso, era comune, ma la seconda, l'idea di avere un bambino da un uomo verso il quale era attratta dal ventre e dalle viscere, la rendeva differente da quella che era stata prima, come se sprofondasse giù, più giù, sino al fondo della femminilità, sino al sommo della creazione.
Non la passione era nuova per lei, ma quella adorazione così avida. L'aveva sempre temuta perchè sapeva che l'avrebbe lasciata senza difesa; e la temeva ancora, perchè se adorava troppo, avrebbe finito per annullare se stessa, e non voleva sentirsi annullare, diventare una schiava, come una selvaggia. Non doveva diventare una schiava. Temeva quella sua adorazione e tuttavia non voleva combatterla subito. Sapeva di poterla combattere. Aveva in petto un demone tenace che avrebbe potuto combattere la crescente adorazione, piena e dolce, del suo ventre e schiacciarla. era ancora in tempo a vincerla, almeno cosi credeva; a dominare la sua passione per dirigerla secondo la sua volontà.
Oh essere appassionata come una baccante in fuga attraverso i boschi alla ricerca di Iacco, il fallo splendido che non aveva personalità indipendente dietro di sè, ma era il dio servente della donna! E che l'uomo l'individuo, non osasse intromettersi. L'uomo non era che un servo del tempio, colui che portava e custodiva il fallo spendido, il quale non apparteneva chea lei..
Cosi nel flusso del nuovo risveglio, l'antica passione bruciò per qualche tempo in lei.Sentiva nel corpo la forza della baccante, della donna ardente e rapida, ceh abbatteva il maschio; ma il cuore nel suo petto era greve. Non questo ella voleva:non il rapporto senza mistero, ignudo e sterile; il suo tesoro era l'adorazione; insondabile, dolce così profonda e nuova. No: avrebbe rinunciato al suo potere di femmina, folgorante e spietato; ne era stanca e intorpidita; si sarebbe immersa nel nuovo bagno vitale, nella profondità del suo ventre e delle viscere che cantavano il canto senza voce dell'adorazione. Era ancora troppo presto per cominciare a temere l'uomo.